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Rime 31

english translation

Rime 31

original Italian poem

Rime 31

Chi non sa come dolce il cor si fura,
come dolce s'oblia ogni martíre,
come dolce s'acqueta ogni desire,
sí che di nulla piú l'alma si cura,
    venga, per sua rarissima ventura,
una sol volta voi, conte, ad udire,
quando solete cantando addolcire
la terra e 'l cielo e ciò che fe' natura.

    Al suon vedrá degli amorosi accenti
farsi l'aere sereno ed arrestare
l'orgoglio l'acque, le tempeste e i venti.
    E, visto poi quel che potete fare,
crederá ben che tigri, orsi e serpenti
arrestasse anche Orfeo col suo cantare.

 

Rime 21

english translation

Rime 21

original Italian poem

Rime 21

S'io, che son dio, ed ho meco tant'armi,
non posso star col tuo signor a prova,
ed è la sua bellezza unica e nova
pronta mai sempre a tante ingiurie farmi,
     come a tuo pro poss'ora io consigliarmi,
e darti il modo, con che tu rimova
quel saldo ghiaccio, che nel cor si trova,
per via di preghi, di consiglio o carmi?

     Ti bisogna aspettar tempo o fortuna,
che ti guidino a questo; ed altra via
non ti posso mostrar, se non quest'una.
     Cosí mi dice, e poi si vola via;
ed io mi resto, al sole ed a la luna,
piangendo sempre la sventura mia.

 

Rime 8

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Rime 8

original Italian poem

Rime 8

     Se, cosí come sono abietta e vile
donna, posso portar si alto foco,
perché non debbo aver almeno un poco
di ritraggerlo al mondo e vena e stile?
     S'Amor con novo, insolito focile,
ov'io non potea gir, m'alzò a tal loco,
perché non può non con usato gioco
far la pena e la penna in me simíle?

     E, se non può per forza di natura,
puollo almen per miracolo, che spesso
vince, trapassa e rompe ogni misura.
     Come ciò sia non posso dir espresso;
io provo ben che per mia gran ventura
mi sento il cor di novo stile impresso.

 

Rime 5

english translation

Rime 5

original Italian poem

Rime 5

     Io assimiglio il mio signor al cielo
meco sovente. Il suo bel viso è 'l sole;
gli occhi, le stelle; e 'l suon de le parole
è l'armonia, che fa 'l signor di Delo.
     Le tempeste, le piogge, i tuoni e 'l gelo
son i suoi sdegni, quando irar si suole;
le bonacce e 'l sereno è quando vuole
squarciar de l'ire sue benigno il velo.

 La primavera e 'l germogliar de' fiori
è quando ei fa fiorir la mia speranza,
promettendo tenermi in questo stato.
     L'orrido verno è poi, quando cangiato
minaccia di mutar pensieri e stanza,
spogliata me de' miei piú ricchi onori.

 

Rime 4

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Rime 4

original Italian poem

Rime 4

     Quando fu prima il mio signor concetto,
tutti i pianeti in ciel, tutte le stelle
gli diêr le grazie, e queste doti e quelle,
perch'ei fosse tra noi solo perfetto.
     Saturno diègli altezza d'intelletto;
Giove il cercar le cose degne e belle;
Marte appo lui fece ogn'altr'uomo imbelle;
Febo gli empi di stile e senno il petto;
  
 Vener gli dié bellezza e leggiadria;
eloquenzia Mercurio; ma la luna
lo fe' gelato piú ch'io non vorria.
     Di queste tante e rare grazie ognuna
m'infiammò de la chiara fiamma mia,
e per agghiacciar lui restò quell'una.

 

Gaspara Stampa

Gaspara Stampa was born in Padua in about 1523 to Bartolomeo and Cecilia Stampa. Her father, a jewel merchant, died in the early 1530s leaving the family impoverished. Cecilia moved to her native city, Venice, where Gaspara and her sister Cassandra became celebrated musicians.

 

Adam Elgar

Adam Elgar’s poems have appeared in a range of journals including Poetry Review, Stand, Warwick Review, Magma, Orbis, and Iota. He also translates verse and prose from Italian and French. The novelist and scientist Alessandra Lavagnino is collaborating with him on the complete translation of her work. His version of her novella Truth and Flies is published by Troubador Storia, and her short stories have appeared in Stand and New Walk magazines in Elgar’s translations.

 

See You, Wouldn’t Want to Be You

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See You, Wouldn’t Want to Be You

original Italian poem

    I’ non vi miro perzar, morditori,
ch’i’ mi conduca ma’ nel vostro stato,
che ’l dì vi fate di mille colori
innanzi che ’l volaggio sia contato.
    Ciò era vostra credenza, be’ segnori,
perch’i’ m’avesse a sollazzo giocato,
ch’i’ divenisse de’ frati minori,
di non toccar dena’ picciol né lato!
    M’assa’ ve ne potrà scoppiar lo cuore,
ch’i’ ho saputo sì diciar e fare
ch’i’ ho del mi’ assa’ dentro e di fòre.
    Ma ’l me’ ch’i’ ho e che miglior mi pare
si è ’l veder di vo’ che ciascun muore:
ché vi convien, per viver, procacciare.                     (CII)

 

The Marriage of Rope and Roof Beam

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The Marriage of Rope and Roof Beam

original Italian poem

    Quand’i’ solev’udir ch’un fiorentino
si fosse per dolor sì disperato
ched elli stesso si fosse ’mpiccato,
sì mi parev’un miracol divino;
    ed or m’è viso che sie più latino
che non sarebb’a un, che, solo nato,
avesse tutto ’l dì marmo segato,
il bever un becchier di vernaccino.
    Perciò ch’i’ ho provat’un tal dolore
ch’i’ credo che la pena de la morte
sia cento milia cotanto minore.
    Com’elli sia così pesssim’e forte,
come ’l sonetto dic’e vie maggiore,
farò parer con men di due ritorte                             (XLIX)

 

Hedging My Bets

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Hedging My Bets

original Italian poem

     I’ potre’ anzi ritornare in ieri
e venir ne la grazia di Becchina,
o ’l diamante tritar come farina,
o veder far misera vit’a’ frieri,
     o far la pancia di messer Min Pieri,
o star content’ad un piè di gallina,
ched e’ morisse ma’ de la contina
que’ ch’è domonio e chiamas’ Angiolieri.
     Però che Galïeno ed Ipocràto,
fossono vivi, ognun di lor saprebbe,
a rispetto di lu’, men che ’l Donato.
     Dunque, quest’uom come morir potrebbe,
che sa cotanto ed è sì naturato
che come struzzo ’l ferr’ismaltirebbe?                      (LXXVI)

 

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